"Meno mi conosci. Meno mi ami ", rifugiato afgano

Le persecuzioni, i conflitti armati e le altre violazioni dei diritti umani costringono ogni anno milioni di persone in numerose parti del mondo ad abbandonare la propria casa, la propria città, la propria nazione, per cercare rifugio in un nuovo paese.
Chiede asilo, dunque, chi teme che nel proprio Paese la sua vita sia in pericolo, chi ha paura di essere perseguitato, chi vede i propri diritti calpestati per motivi di razza, religione, nazionalità o appartenenza ad un gruppo sociale.
Per tutti questi motivi, chi chiede asilo può ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, cosi come previsto dalla Convenzione di Ginevra del 1951. In attesa della definizione della procedura di riconoscimento del proprio "status", il richiedente asilo si trova in una situazione di normale regolarità, ben distinta dalla "clandestinità" che gli viene spesso attribuita. Ne si può dire "clandestino" chi, appena, "sbarcato" sul nostro territorio, non ha ancora avuto modo di fare domanda di asilo.
Il Programma Nazionale Asilo (P.N.A), ideato dal Ministero dell' Interno, dall' Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANC1) a dall' Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), è nato dalla esigenza di ricordare che cosa sia il diritto di asilo, creando un sistema nazionale ispirato a principi fondamentali sanciti dalla Costituzione ma ancora oggi in cerca di una legge organica.
Il diritto d'asilo in Italia è garantito dall'articolo 10 della Costituzione, che ne contiene però una definizione rimasta fino ad ora inapplicata . L'Italia è 1' unico Paese dell'Unione Europea a non avere una legge organica in materia di asilo politico e le ultime scelte in ambito normativo (la tanto discussa legge Bossi-Fini) sembrano prendere dirczione contraria rispetto a uno dei prerequisiti richiesti dall'UE cioè quello di dotarsi di una legge organica che garantisca il diritto di asilo.
L'ultima legge sull'immigrazione approvata nel luglio 2002 (DDL 795) tratta le disposizioni sull' asilo in modo assai restrittivo.
L'Assopace Aurunca è nata nel marzo 2002 e dall' Aprile dello stesso anno è Ente Gestore del Centro PNA del Comune di Sessa Aurunca. Le sue finalità sono tutte votate alla costruzione di una forte cultura della pace, attraverso concrete iniziative ispirate ai principi della solidarietà tra i popoli. Nel loro lavoro, gli operatori dell' Assopace Aurunca si preoccupano quotidianamente di rispondere alle esigenze dei richiedenti asilo e dei rifugiati presenti nel Centro. Nelle loro funzioni rientrano l'assistenza sanitaria, legale, la protezione giuridica e politica, la preparazione e la stesura dei dossier utili per l'intervista quando saranno convocati presso la Commissione per il riconoscimento dello Status di Rifugiato di Roma (dalla domanda di asilo all'audizione in Commissione passano in media dagli 8 ai 10 mesi.)
Ne emerge un lavoro complesso, fatto di speranze e di frustrazioni spesso legate ai bisogni relazionali, alla necessità di avvicinare il centro di accoglienza alle istituzioni e di costruire con esse tutti gli strumenti indispensabili per comprendere i loro assistiti e facilitarne l'integrazione.

"Il problema dell'esodo forzato è uno dei più impellenti che le Nazioni Unite abbiano dovuto affrontare nel corso di tutta la loro storia.
Fra le categorie di persone più vulnerabili, in tutto mondo, vi sono quelle costrette ad abbandonare le loro case in conseguenza di conflitti, persecuzioni o altre violazioni dei diritti umani." Kofì Annan, Segretario Generale ONU